Sin da piccolo Luca Pensa, essendo nato in una famiglia che, a vario titolo, si occupava di "editoria", giocava con i libri, nel senso che li usava proprio al posto delle costruzioni Lego. Crescendo è rimasta la passione per i libri, dei quali si è occupato in diversi modi, sino a che non è diventato un lavoro da svolgere, inizialmente, nell'azienda di famiglia, la Pensa Multimedia, e poi, dal 2003, con una propria casa editrice, la Luca Pensa Editore, pubblicando prevalentemente testi universitari, ma sempre continuando a nutrire la passione per opere letterarie con la pubblicazione di saggi, monografie, nonché testi di prosa e poesia. Dimostrandosi estremamente diplomatico, nella nostra intervista l'editore ha ritenuto non indispensabile fornire i titoli di libri pubblicati in questi anni ai quali è maggiormente legato. Cercando di separare il grano dal loglio, nel calderone contenente già oltre duecento titoli, ci limitiamo a segnalare due titoli: "Neuropa", romanzo dello scrittore aquilano Gianluca Gigliozzi, che nel 2005 è stato uno dei libri di cui più si è discusso all'interno dei blog e delle riviste on line, e "L'acciuga della sera i fuochi della tara" della poetessa milanese Marina Pizza, una delle voci più interessanti della poesia italiana contemporanea.
Luca, nonostante la tua esperienza nel settore, la tua casa editrice è una realtà giovane che sta cercando di crescere e ritagliarsi i propri spazi. Quali sono le difficoltà maggiori che hai incontrato nel tuo lavoro di piccolo editore nel nostro sud?
«Pur non mancando nel nostro catalogo opere di scrittori e poeti di rilievo nazionale, è di tutta evidenza che, proprio per la passione di cui sopra, il più delle volte pubblico esordienti e, comunque, autori che non sono quel che si definisce in gergo un nome, per cui la difficoltà più rilevante è quella di inserirsi, senza compromessi assurdi e cercando di tenersi stretta una libertà faticosamente acquisita, nella grande distribuzione e riuscire ad avere quel minimo di visibilità pur non ricorrendo a grandi operazioni di marketing e di pubblicità».
In questi primi quattro anni di attività davvero tanti sono i titoli da te pubblicati. C'è qualche libro al quale sei particolarmente legato?
«Senza far torto a nessuno e tenuto conto che esigenze meramente commerciali non sempre premiano il libro di qualità, mi piace ricordare, anche se non nominativamente, alcune esperienze con scrittori ed operatori culturali del Centro e del Nord Italia che si sono concretizzate in pubblicazioni con autori di rilievo nazionale ed internazionale».
Quali sono, invece, i libri che vendono di più?
«Prescindendo dai testi universitari, che hanno un precipuo mercato, sono - con ciò dicendo qualcosa che va in controtendenza nel mercato - soddisfatto della vendita delle raccolte di poesia e, ultimamente, questa volta seguendo la tendenza del mercato, un ottimo spazio hanno trovato i libri di genere giallo. Evito ancora di fare nomi, per non dispiacere alcuno».
Credi che l’utilizzo di Internet, soprattutto per ciò che concerne la promozione e la vendita, possa aiutare i piccoli editori ad essere maggiormente visibili?
«Sicuramente Internet è un'occasione in più e può amplificare l'effettiva portata di alcuni fenomeni letterari e non solo, e, dunque, può obiettivamente risultare una valida cassa di risonanza per gli editori cosiddetti piccoli, rendendoli più visibili, ma su Internet vi sono anche i grandi editori (che già hanno un vantaggio mediatico considerevole, pari al loro potere politico-economico) e ciò rende il gap iniziale incolmabile. Rimane il fatto che la distanza può essere ridotta soltanto producendo opere di qualità e la qualità la vedi toccandola, cioè sfogliando il libro e emozionandoti o meno davanti allo stesso: ciò che il monitor non offre».
Ci puoi dare qualche anticipazione sulle prossime pubblicazioni?
«Ci sono in cantiere diversi progetti, alcuni dei quali vedranno presto la luce: sono previsti per la prossima primavera circa dieci nuovi titoli di poesia e prosa e non anticipo altro sia per non aver voluto sin qui fare citazioni, sia per il fatto che il libro migliore o di maggior successo è quello ancora da pubblicare. Inutile dire che spero che una delle prossime pubblicazioni diventi un best seller e che sia di un autore salentino».
di ROSSANO ASTREMO
Pubblicato il: 13/01/2008 - 17:45:34
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