Benvenuti nella Magna Grecia
Qualche novità, qualche conferma: i primi passi del rinnovato museo nazionale archeologico di Taranto procedono così. La certezza è che gli stranieri amano i reperti della Magna Grecia più degli italiani e gli italiani più dei tarantini. Almeno così è sempre stato. Nella città del dissesto (non solo economico ma anche culturale) puntare tutto sul museo è un gioco intrigante quanto l'azzardo. Ed allora ce la mettono tutta, gli organizzatori e quelli dell'indotto del settore (Apt in testa) per incentivare la frequentazione delle belle nuove sale, di un nitore marmoreo, dove la città custodisce il suo passato, ha raccolto la sua storia e forse può trovare qualche indicazione per il futuro.
Così ci sono iniziative di ogni genere, dalle collaterali fiorite spontaneamente all'insegna di "Nati a Taranto", una sorta di raduno degli intellettuali e di coloro che comunque, lontano, ce l'hanno fatta, promosso dalla T9 Communicatione (le personali dell'artista Roberto Caradonna e del fotografo Pino Settanni) fino alle disposizioni assunte ad hoc come le visite guidate e gli ingressi gratuiti. Domenica, ancora una volta, come già avvenuto in due precedenti occasioni, è stata predisposta una visita guidata all'esposizione archeologica. Alle 10 e alle 15.30, organizzato dall'Apt, il servizio gratuito di guida per i visitatori del Museo costituirà un bel richiamo anche per coloro che si sentono troppo lontani dallo splendore della cultura magnogreca. Con la guida quello che appare lontano sembrerà improvvisamente vicino e la visita avrà il sapore di un viaggio avventuroso, come calarsi in un film di fantascienza (a questo ci pensano le ricostruzioni di statue e strutture). Il visitatore percorrerà l'intera strada, ascesa e declino, della potenza jonica passando in rassegna le vetrine che racchiudono i reperti più piccoli, soffermandosi a cercare i meravigliosi manufatti dell'oreficeria tarantina (ora però non più accorpati come un tempo ma cronologicamente distribuiti nelle varie vetrine) e gridando alla meraviglia dinanzi ai grandi pavimenti policromi a mosaico cui fanno da sfondo enormi pannelli di un rosso quasi pompeiano che restituiscono subito l'effetto di pomposità delle abitazioni tarantine di una volta. Fino al 13 gennaio il Museo ha autorizzato l'ingresso gratuito dalle 13 alle 16 di tutti i giorni. Affrettarsi per credere e vedere.
Il museo archeologico di Taranto, un vero scrigno di tesori, si trova in via Cavour (tei. 099/4532112; fax 099/4594946).
Tante le sezioni e i settori da visitare, come ad esempio gli itinerari di Taranto antica (in buono stato di conservazione e visitabili da parte del pubblico): il Tempio Dorico, la Tomba "degli Atleti" (con ricostruzioni 3D), la Necropoli di via Marche, il Palazzo delli Ponti e il Convento di San Domenico. Ma si può anche andare alla riscoperta della attività produttive dell'antica città: l'oreficeria tarantina, la lavorazione dell'argilla, la pesca, la tessitura e tintura, l'agricoltura, la lavorazione della pietra, la lavorazione di osso e avorio, la lavorazione del bronzo, il battere moneta.
Tutte le info su www.museotaranto.it.
Redazione
Pubblicato il: 13/01/2008 - 17:18:36
Questo articolo è stato letto 155 volte
Le News di questo sito in formato Feed RSS