
Una serata magica, con tanta gente in piazza e musica d'autore per l'ottava edizione dell'Alba dei Popoli. Sotto le luci dei bellissimi fuochi pirotecnici. Decine di migliaia di persone si sono riversate sul lungomare idruntino per aspettare l'inizio del nuovo anno, il tradizionale Capodanno in piazza, anche in questa edizione ha attirato numerosi turisti e visitatori, in questi giorni è ancora impossibile, infatti, trovare un posto libero dove alloggiare.
La serata, iniziata con la pizzica scatenata di Antonio Amato Ensemble, è stata un crescendo sino alla mezzanotte, quando Alessandro Greco ed Elisa Isoardi hanno scandito il classico count-down con il pubblico. Il colpo d'occhio era fantastico con i fuochi pirotecnici che si alzavano, simultaneamente, da cinque punti diversi a terra ed in acqua. Una miriade di botti, fuochi, scintille e brindisi che sono andati avanti a lungo. Poi è stata la volta della trasmissione Rai che ha lanciato il saluto da Otranto con le canzoni di Alexia. L'artista ha intrattenuto il pubblico con il suo classico "Dimmi come" e con altre canzoni note al grande pubblico. Anche se la scaletta, calibrata sui tempi televisivi, prevedeva numerose e lunghe pause, è stata la stessa artista a voler premiare il calore del pubblico di Otranto aggiungendo una serie di pezzi a quelli previsti. Una scelta felice, che ha permesso al pubblico di divertirsi per un pò di tempo, evitando le pause tipiche degli spettacoli tv in diretta.
Poi è stata la volta di Mario Biondi con la sua celebre perla hit planetaria "This is What You Are" e con altri pezzi tratti dall'album "Handful of Soul". La folla, che aveva già gremito la piazza ed il lungomare, diventava sempre più numerosa fino a riempire anche le viuzze del centro storico dove negozi, locali, bar e ristoranti erano aperti ed affollati. L'ospite più atteso dal pubblico, in vena di divertirsi e di festeggiare, era ovviamente Roy Paci con i suoi Aretliska. È stato a lungo reclamato a gran voce dalla piazza anche perché era difficile seguire bene i momenti di collegamento con Napoli. Qualcosa, in effetti, non ha funzionato, lo si intuiva dai frequenti cambi di artisti e dai saluti ripetuti più volte, in pratica, il pubblico eccezionale e caldissimo, non riusciva a comprendere se e quando la tv trasmetteva le immagini in diretta, le conferme di chi era a casa che i collegamenti con Otranto erano poco frequenti ed avvenivano con molto ritardo ha scatenato non pochi malumori tra la folla.
Tuttavia, l'uscita finale di Roy Paci e degli Aretuska ha scatenato di nuovo la piazza sia per gli irresistibili ritmi sudamericani del gruppo, sia per la hit "Toda gioia" che per un improvvisato rap su Otranto con frasi in dialetto salentino dello stesso Roy Paci. Poi, terminato il concerto, colazione al bar e, secondo tradizione, tutti al Faro di Palasela, presso Capo d'Otranto, a vedere la prima luce dell'alba.
di Elio Paiano