
Otranto dimenticata e la grande festa di piazza mandata in differita soltanto per pochi
minuti. «La Rai si vergogni: speriamo che per loro sia l'ultimo Capodanno». Parole durissime, quelle di Massimo Ostillio, assessore regionale al Turisimo, che arrivano a 48
ore dalla Notte di San Silvestro mandato in onda da Raiuno e che avrebbe deluso
le aspettative di migliaia di telespettatori pugliesi e salentini che si
aspettavano un'attenzione diversa per lo spettacolo della cittadina
sull'Adriatico.Parole durissime dalla Regione Puglia per quello che viene definito «il vergognoso programma di San Silvestro sulla rete ammiraglia» con l'assessore dell'Udeur che parla senza
peli sulla lingua: «Faccio un appello ai critici televisivi e a quanti di loro,
come Aldo Grasso, sono esperti di tv e di buon senso, affinché abbiano fine gli
sconci che abbiamo visto su Raiuno a Capodanno. Una comparsata senza botti di
star decadute, emblema dell'italico declino e di come la tv di Stato sia
ridotta alla frutta. Gli italiani sopravvissuti ringraziano. Hanno potuto
brindare con notissimi personaggi dello spettacolo, notissimi da chi ha 60 anni
in su. Senza voler mancare di rispetto a questi artisti notissimi ma ormai
d'antan e simbolo, loro malgrado, della paralisi sociale, culturale e politica
che ha colpito il Paese, viene da chiedersi quale sia la regola che ha
consentito il rafforzarsi di reali oligarchie televisive a scapito della
qualità del prodotto».
Questo dice Ostillio prima di entrare nel merito delle scelte di palinsesto: «Privilegiare
lo stradone di un'anonima via di Rimini e non lo scenografico castello di
Otranto de "L'Alba dei Popoli", lottizzare la trasmissione di punta
con personaggi su cui è sceso l'oblio e anonime starlette, piuttosto che la
performance del cantante Mario Biondi, da un anno primo in classifica con
l'album "Handful of soul" e miglior artista del 2007, la dice lunga
sulle regie occulte e le regole insane con cui da tempo si muove la Rai. Con la notte di
Capodanno la Rete
ammiraglia ha dimostrato che è sempre più vicino il "tutti a casa", a
partire dal Consiglio di amministrazione e dai dirigenti, incapaci di
confezionare programmi di qualità perché ciò presuppone la riorganizzazione di
un sistema che, complice la riforma negata, è sempre più lottizzato dalle lobby
dei partiti e mafiosizzato dal potere delle società esterne di produzione. Più
che un Capodanno Reale è stato un Capodanno sleale. Le prudenze e gli eccessi
di cautela su forme di pubblicità occulta non hanno impedito al presentatore
tuttofare e ogni presente, Carlo Conti, di esibire per oltre 20 secondi una
fascia in cui campeggiava il nome di una nota marca di intimo femminile.
Vorremmo sapere se di ciò hanno beneficiato le casse della Rai o i personaggi
che fuori della Rai muovono le file dell'intrattenimento in regime di assoluto
monopolio».
Ben altra,
invece, la caratura dello show salentino purtroppo, però, dimenticato. «A
Otranto - conclude l'assessore regionale - abbiamo mantenuto un collegamento
tra lo spettacolo di qualità e il territorio grazie anche alla presenza di
artisti pugliesi di riconosciuto valore nazionale e internazionale, e comunque
la presenza di Biondi, Roy Paci e tanti alti ha fatto dell'Alba dei Popoli il
miglior prodotto in assoluto, e non solo perché nella giungla festaiola di
mamma Rai non c'era un solo artista degno di questo nome o suoni e immagini
capaci di catalizzare l'attenzione del pubblico, offrendogli la speranza che da
un'altra parte del Paese, nel profondo Sud, esiste un modo altro di intendere e
fare cultura. L'aver sforato di oltre 40 minuti il collegamento con Otranto per
dare spazio a nani e ballerine e consentire la rimpatriata di grandi vecchi
della canzone con poca voce e niente fiato, e per di più profumatamente
foraggiati con denaro pubblico, ha danneggiato non solo il Salento e la Puglia. Altro che tv
nazional-popolare. Qui siamo all'anarchia dei palinsesti, al potere occulto.
Gli italiani dovrebbero chiedere i danni: per essere stati considerati una
razza sottosviluppata e per essere stati palesemente presi in giro da una
produzione incapace di intendere ma, evidentemente, non di volere».
Redazione
Pubblicato il: 05/01/2008 - 09:43:58
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