Otranto - Ostillio attacca la Rai: Capodanno di vergogna


 
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Otranto: spiagge costa nord

Otranto - Ostillio attacca la Rai: Capodanno di vergogna

"Il boicottaggio" del collegamento in diretta da Otranto. "La Rai ha boicottato il capodanno di Otranto, quell'Alba dei Popoli a cui pure aveva garantito la diretta"; questa la proptesta dell'Assessore regionale al Turismo Massimo Ostillio.

Otranto - Capodanno 2008Otranto dimenticata e la grande festa di piazza mandata in differita soltanto per pochi minuti. «La Rai si vergogni: speriamo che per loro sia l'ultimo Capodanno». Parole durissime, quelle di Massimo Ostillio, assessore regionale al Turisimo, che arrivano a 48 ore dalla Notte di San Silvestro mandato in onda da Raiuno e che avrebbe deluso le aspettative di migliaia di telespettatori pugliesi e salentini che si aspettavano un'attenzione diversa per lo spettacolo della cittadina sull'Adriatico.Parole durissime dalla Regione Puglia per quello che viene definito «il vergognoso programma di San Silvestro sulla rete ammiraglia» con l'assessore dell'Udeur che parla senza peli sulla lingua: «Faccio un appello ai critici televisivi e a quanti di loro, come Aldo Grasso, sono esperti di tv e di buon senso, affinché abbiano fine gli sconci che abbiamo visto su Raiuno a Capodanno. Una comparsata senza botti di star decadute, emblema dell'italico declino e di come la tv di Stato sia ridotta alla frutta. Gli italiani sopravvissuti ringraziano. Hanno potuto brindare con notissimi personaggi dello spettacolo, notissimi da chi ha 60 anni in su. Senza voler mancare di rispetto a questi artisti notissimi ma ormai d'antan e simbolo, loro malgrado, della paralisi sociale, culturale e politica che ha colpito il Paese, viene da chiedersi quale sia la regola che ha consentito il rafforzarsi di reali oligarchie televisive a scapito della qualità del prodotto».

Questo dice Ostillio prima di entrare nel merito delle scelte di palinsesto: «Privilegiare lo stradone di un'anonima via di Rimini e non lo scenografico castello di Otranto de "L'Alba dei Popoli", lottizzare la trasmissione di punta con personaggi su cui è sceso l'oblio e anonime starlette, piuttosto che la performance del cantante Mario Biondi, da un anno primo in classifica con l'album "Handful of soul" e miglior artista del 2007, la dice lunga sulle regie occulte e le regole insane con cui da tempo si muove la Rai. Con la notte di Capodanno la Rete ammiraglia ha dimostrato che è sempre più vicino il "tutti a casa", a partire dal Consiglio di amministrazione e dai dirigenti, incapaci di confezionare programmi di qualità perché ciò presuppone la riorganizzazione di un sistema che, complice la riforma negata, è sempre più lottizzato dalle lobby dei partiti e mafiosizzato dal potere delle società esterne di produzione. Più che un Capodanno Reale è stato un Capodanno sleale. Le prudenze e gli eccessi di cautela su forme di pubblicità occulta non hanno impedito al presentatore tuttofare e ogni presente, Carlo Conti, di esibire per oltre 20 secondi una fascia in cui campeggiava il nome di una nota marca di intimo femminile. Vorremmo sapere se di ciò hanno beneficiato le casse della Rai o i personaggi che fuori della Rai muovono le file dell'intrattenimento in regime di assoluto monopolio».

Ben altra, invece, la caratura dello show salentino purtroppo, però, dimenticato. «A Otranto - conclude l'assessore regionale - abbiamo mantenuto un collegamento tra lo spettacolo di qualità e il territorio grazie anche alla presenza di artisti pugliesi di riconosciuto valore nazionale e internazionale, e comunque la presenza di Biondi, Roy Paci e tanti alti ha fatto dell'Alba dei Popoli il miglior prodotto in assoluto, e non solo perché nella giungla festaiola di mamma Rai non c'era un solo artista degno di questo nome o suoni e immagini capaci di catalizzare l'attenzione del pubblico, offrendogli la speranza che da un'altra parte del Paese, nel profondo Sud, esiste un modo altro di intendere e fare cultura. L'aver sforato di oltre 40 minuti il collegamento con Otranto per dare spazio a nani e ballerine e consentire la rimpatriata di grandi vecchi della canzone con poca voce e niente fiato, e per di più profumatamente foraggiati con denaro pubblico, ha danneggiato non solo il Salento e la Puglia. Altro che tv nazional-popolare. Qui siamo all'anarchia dei palinsesti, al potere occulto. Gli italiani dovrebbero chiedere i danni: per essere stati considerati una razza sottosviluppata e per essere stati palesemente presi in giro da una produzione incapace di intendere ma, evidentemente, non di volere».

Redazione


Pubblicato il: 05/01/2008 - 09:43:58


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