Cava dei Tirreni sorge in una valle ricca di verde a sud di Napoli e a nord di Salerno ...
Cava dei Tirreni sorge in una valle ricca di verde a sud di Napoli e a nord di Salerno, a due passi dalla Costiera amalfitana. La circondano ameni colli e le cime dei monti Lattari la separano da Ravello ed Amalfi. Le sue origini sono antichissime e, nei secoli, le varie epoche storiche hanno segnato lo sviluppo della cittadina. La colonizzarono ed abitarono i Tirreni, mitica popolazione etrusca; in seguito vi si stabilirono famiglie romane, fra cui la 'gens Metilia', poi i Longobardi elessero la valle a sede di vacanze e di svaghi venatori. Nel 1011 una grotta alle falde del Monte Finestra fu mistico ritiro di preghiera per Sant'Alferio Pappacarborne, che li' fondo' la Badia benedettina della Santissima Trinita'. Il sette agosto del 1394 Papa Bonifacio IX emano' una bolla, con la quale elevo' a citta' 'le terre di Cava'. La dinastia aragonese dei Re di Napoli le conferi' il raro titolo di 'citta' fedelissima'. Nel XV secolo gli abitanti dei Casali, sparsi sulle alture, scesero a fondo valle e vi costruirono il Borgo, poi denominato degli Scacciavento. Fino alla prima meta' del XIX il territorio di Cava comprese anche i Casali di Vietri e Cetara con il porto naturale di Fuenti, rifugio della flotta mercantile benedettina. Nel 1500 Cava era la citta' piu' ricca dopo Napoli, grazie all'intraprendenza e all'ingegno dei suoi abitanti. Mercanti, ceramisti, tessitori, soldati la resero famosa. Ingegneri e costruttori di strade e ponti, castelli e torri, chiese ed acquedotti, furono al servizio del Regno e realizzarono opere monumentali anche fuori dall'Italia. Agli inizi dell'Ottocento Cava fu meta di viaggiatori del Gran Tour e palestra per i pittori paesaggisti della scuola di Posillipo che qui, ispirandosi alla vasta gamma di verde della natura affinarono la tecnica del colore. Dopo l'unita' d'Italia la citta' assunse l'attuale, definitiva denominazione: Cava dei Tirreni. Oggi 'porta verde della Costa d'Amalfi' conta circa sessantamila abitanti, distribuiti su un'estensione di 34 chilometri quadrati. Al Borgo fanno corona venti Casali che punteggiano le amene e panoramiche colline, retaggio plurisecolare del modo di abitare etrusco 'montibus vicatim'. Il Corso del centro storico, di pregevole fattura architettonica, e' fiancheggiato da due passeggi ininterrotti di armoniosi portici. L'accesso al paese e' segnato da entrambi i lati da due monumenti. Il primo, all'uscita dell'autostrada Napoli-Salerno e' l'Epitaffio, risale al 1609 e ricorda la costruzione del ponte sul torrente Risecco ad opera del Vicere' Alfonso Pimentel. L'altro sul versante opposto, lungo la strada che conduce a Vietri, e' del 1563 e fu costruito in occasione dell'apertura della strada per Salerno; dello stesso anno e' l'imponente ponte di San Francesco che Carlo Catuogno ha impreziosito, nel 2001, dal gruppo scultoreo 'Battito d'ali', illuminato di sera da un suggestivo gioco di luci. Poco lontano si impone alla vista la monumentale Basilica di Santa Maria dell'Olmo, fondata da San Francesco di Paola nel 1482 e ricca di pitture e sculture e di magnifico chiostro. Di fronte il Convento dei frati Minori con la Cappella dell'Immacolata affrescata da Belisario Corenzio e la vicina chiesa con facciata e campanile del 1571 opera di Pignaloso Cafaro e gli originari affreschi della scuola del Corenzio. Da qui si avvia la passeggiata lungo i portici dalle architetture durazzesche e tardo-catalane, come la chiesa dell'Arciconfraternita degli artisti con il campanile in stile spagnoleggiante. Poco oltre la chiesa di San Giacomo di epoca tardo-barocca e con un giardino pensile. Vicino al Duomo, e' rimasto intatto nell'originaria fattura quattrocentesca un unico tratto di botteghe affacciate sui portici, retti da pilastri ottagonali tardogotici, usati per l'esposizione delle merci, per le contrattazioni, e gli scambi senza abitazioni sovrastanti, preziosa eredita' dell'autentica, primitiva origine mercantile del borgo. Lungo la dorsale collinare sono disseminate trentadue torri usate per il gioco dei colombi, uno sport di caccia tramandato dai Longobardi. Numerose e ricche le chiese e gli eremi che dall'VIII secolo fino al oltre l'anno Mille testimoniano la fede religiosa e la presenza di comunita' meditative. All'itinerario culturale si possono aggiungere i Casali di Dupino, Alessia e Croce con le tombe armene, le grotte naturali del Bonea, la fontana dei Papi, le fortificazioni del Corpo di Cava. Il piu' importante e visitato monumento e' la Badia benedettina dedicata alla Santissima Trinita', vero e proprio scrigno d'arte. La facciata che risale 1772 e' opera di Giovanni del Gaizo, l'ambone cosmatesco con mosaici, due bassorilievi rinascimentali, l'altare seicentesco in marmi policromi, il chiostro romanico dove si ammira un bassorilievo di Tino da Camaino raffigurante la Madonna con il Bambino fra San Benedetto e San Alferio, la sala dei sarcofaghi romani, una tavola senese del XV secolo, tele di pittori caravaggeschi, opere di Achille Guerra della fine dell'Ottocento, una collezione di monete battute dalle zecche longobarde e normanne, maioliche cavesi, vietresi, abruzzesi, codici miniati ed antichissime carte nautiche. E poi ancora una biblioteca che annovera oltre sessantamila volumi con incunaboli e cinquecentine, l'Archivio Storico dove sono conservati piu' di quindicimila pergamene, rari documenti longobardi come il Codex Legum Longobardorum ed una rara Bibbia Visigotica del XI secolo. Vastissima la scelta per escursioni di varia difficolta' lungo itinerari e sentieri immersi nelle colline cavesi. All'epoca del Grand Tour, fra Settecento e Ottocento, Cava fu luogo di sosta per Maria Luisa, duchessa di Parma ed imperatrice di Francia, e di Ferdinando II re di Napoli, degli scrittori Goethe e Walter Scott, di Verdi e Garibaldi. E ancora, secoli addietro, qui soggiornarono la regina Giovanna, San Francesco di Paola, Carlo V e Torquato Tasso. Il sette luglio, ogni anno i cavesi in memoria dell'aiuto che la citta' diede al Re Ferrante d'Aragona nel 1460, celebrano la 'Disfida dei Trombonieri'.
25/08/2005 14:34.
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Fonte: "Ansa.it" del 25/08/2005.