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CAMEROTA, NELLE ACQUE DEI TONNI ROSSI DEL MEDITERRANEO

In Giappone i tonni rossi del Mediterraneo vanno a ruba, soprattutto per preparare il sushi e il sashimi

 

In Giappone i tonni rossi del Mediterraneo vanno a ruba, soprattutto per preparare il sushi e il sashimi. Questione di carne, dicono a Marina di Camerota, dove e' in pieno svolgimento la mattanza di questi giganti dal dorso bruno che in acqua sembrano scogli alla deriva. Mattanza altamente tecnologica, la prima del genere in Italia, condotta da un' efficientissima equipe di giapponesi armati solo di fucili calibro 12. Lontanissime le scene shock delle mattanze di siciliana memoria, i pochi testimoni oculari assicurano che tutto si compie in pochi istanti, senza una goccia di sangue versato, a un miglio e 300 metri dal porto di Marina di Camerota, dove i tonni sono stati allevati dalla coperativa locale Calabianca in quattro gabbie d'acciaio del diametro di 50 metri e della profondita' di trenta. In una settimana, due delle quattro gabbie sono gia' state completamente svuotate, riempiendo intanto la stiva panciuta della nave madre, giapponese come i tiratori scelti, la quale ha gia' preso il largo facendo rotta verso il sol levante. Una macchina perfetta, assicurano gli stupiti abitanti del centro costiero, che di pesca vivono da centinaia di anni. Una vera e propria catena di montaggio, conferma l'assessore al Demanio Orlando Laino, pescatore figlio di pescatore, che da giorni segue la mattanza. Meraviglie della tecnica, grazie alla quale al povero pesce viene almeno garantita una morte rapida e indolore. ''Il tonno viene ucciso al primo colpo da tiratori scelti, una ventina, tutti nipponici e tutti assiepati sul ponte di una imbarcazione che funge da banchina. - spiega Laino, fino a sette anni fa tra i membri della cooperativa di pescatori locali - In seguito il pesce viene trasferito sulla nave madre, dove in cinque minuti sara' squamato, pulito, ridotto a tocchetti e congelato''. Addio, capitano Achab, addio vecchia balena bianca narrata da Melville. Qui a Marina di Camerota l'uomo trionfa sul mare, e in modo tutt'altro che improvvisato. Sulla nave madre lavorano una quarantina di giapponesi in ambienti pressoche' sterili, affiancati da un gruppo di spagnoli e da una ventina di pescatori del posto. E tutto e' regolato da una disciplina ferrea, quasi militaresca. Quanto al giro d'affari, il gioco, leggendo le cifre, vale la proverbiale candela. I giapponesi, infatti, sono disposti a sborsare 12 euro per un chilo di tonno. Fino allo scorso anno, lo stesso chilo valeva al piu' due euro. Non per nulla, la cooperativa Calabianca e' entrata a far parte del Consorzio Operatori del tonno del mediterraneo, che ha garantito ai pescatori cilentani l'ingresso nel mercato nipponico. Una scelta di sopravvivenza. ''La cooperativa, che allora si chiamava Pesca sub, e' nata nel 1992. - continua Laino - In quella occasione fummo i primi ad utilizzare nel Mediterraneo le gabbie di immersione per l'allevamento delle spigole''. Una curiosita'. Quelle gabbie, provenienti dalla Russia, erano state realizzate utilizzando l'acciaio dei cannoni dell'esercito sovietico in disarmo. ''Gli affari volarono fino al 1997, quando per la saturazione del mercato, fummo costretti a smantellarle''. E poi e' spuntato il sol levante. ''E il consorzio operatori del tonno e il suo presidente Giovanni Ferrigno di Salerno, che hanno riempito le gabbie dei nostri pescatori con tonni adulti; e la Spagna, dalla quale tutti i giorni sono giunti Tir carichi di 250 quintali di pesce azzurro per ingrassare il tonno''. Rito Cusati, presidente di Calabianca, intanto, si frega le mani, nonostante le 'sue' gabbie siano state poste sotto sequestro dalla Procura di Vallo della Lucania per occupazione abusiva di demanio marittimo e di una zona definita di impatto ambientale comunitario. ''Ci accusano di aver sforato l'area demaniale concessaci. Intanto, dopo la fine della mattanza, prevista per la meta' di dicembre, in attesa del dissequestro, siamo intenzionati a trasferire le gabbie tre miglia al largo di Marina, come pure dispone una delibera votata recentemente dal comune. Vorrei solo ricordare che e' grazie a questa attivita' se noi pescatori abbiamo potuto rimettere in sesto un settore, quello della pesca, che negli ultimi anni stava naufragando''. Signor Cusati, ma lei lo mangia il tonno? ''Certo che lo mangio. Deve sapere che a Marina di Camerota, la prima tonnara risale al 1920. Il tonno e' uno di quegli alimenti che per decenni ha avuto un ruolo fondamentale nell'alimentazione degli abitanti della zona''. Partita la prima nave madre, intanto, si e' in attesa della seconda. Stando ai calcoli, dovrebbe comparire all'orizzonte alle prime luci dell'alba del 24 novembre. E se lo dicono i giapponesi, c'e' da giurarci. Nel 2004, l'80% della produzione degli allevamenti italiani, croati, spagnoli, turchi, libici, ciprioti, greci, tunisini, ha preso la strada dell'Estremo Oriente, mentre il restante 20% e' stato venduto sui mercati del Nord America, secondo una ricerca del Centro Italiano Ricerche e Studi per la Pesca (Cirspe). Negli ultimi 9 anni, l'allevamento del Thunnus thynnus ha avuto una notevole espansione in tutto il bacino del Mediterraneo e, dal 2001, anche in Italia: ad oggi, sono quattro in tutto gli impianti operativi, due in Sicilia, un impianto di stoccaggio in vivo presente in Campania e uno in Calabria. (Y0W)
18/11/2005 15:37

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Fonte: "Ansa.it" del 18/11/2005.

 

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