Uno sguardo su due paesi dell'alto casertano, Carinola e Ventaroli che svelano un remoto passato legato alla Spagna e all'arte figurativa antica
Uno sguardo su due paesi dell'alto casertano, Carinola e Ventaroli che svelano un remoto passato legato alla Spagna e all'arte figurativa antica. Le tracce ispaniche si rintrovano in alcuni edifici quattrocenteschi in stile gotico-catalano a Carinola paese di origine longobardo sorto in corrispondenza di Forum Popilii, colonia di eta' auguste, che e' uno dei centri del meridione che piu' ha assorbito la civilta' spagnola. Nel Quattrocento fu contea di Francesco Petrucci e poi passo' di feudo in feudo fino al 1860. Dovunque hanno resistito al tempo stucchi e decorazioni diversi dallo stile barocco che dominava in tutto il meridione; eleganza e raffinatezza degli edifici caratterizzano tutto il piccolo borgo. Archi aperti verso il cielo, giochi di luce ed ombre, tasselli di pietre nelle varie sfumature del grigio, susseguirsi di scale: questo offre il cortile di Casa Martullo, affascinante esempio di architettura catalana in Terra di Lavoro. Gli atri, i portoni, le finestre delle case, molte delle quali risalgono al XV secolo, attirano lo sguardo: il portale durazzesco con decorazione a punta di diamante di Casa Novelli, le finestre di Casa Casilli, quelle quattrocentesche del Castello o ex Palazzo Ducale quasi completamente diroccato nella parte anteriore. In piazza Vescovado la Cattedrale, eretta da San Bernardo nel 1094 e abbattuta dopo la sua costruzione, risente di numerosi rifacimenti, con un accavallarsi di stili dal romanico all'angioino. Una struttura complessa che ricorda la forma architettonica dell'Abbazia di Montecassino. Le spoglie del Santo sono custodite in un sacello che reca le tracce di un mosaico antichissimo. Le sculture sui portali dell'atrio, due protomi elefantine e due leoni, che ricordano gli ornamenti del Duomo di Avesa e di quello di Alife, sono esempio pregevole di protoromantico in Campania. Di diversa ma di pari suggestione e' la visita alla basilica di Santa Maria in Foro Claudio di Ventaroli. Costruita probabilmente nel V secolo, sovrapposta ai resti di un tempio pagano, subi' poi molti cambiamenti in stili e strutture. Aprendo il raffinato portale rinascimentale si ammira il susseguirsi di quattordici colonne sormontate da capitelli corinzi che si suddividono in tre navate. Stupore e meraviglia suscitano gli affreschi che, diversi per misure e date ricoprono tutte le pareti. Si ammirano La Madonna col Bambino del XII secolo nell'abside centrale, quella antichissima e molto deteriorata di scuola benedettina dell'abside sinistra. Accanto una lunga teoria di santi, angeli ed arcangeli ai quali fanno compagnia singolari raffigurazioni di artigiani dediti ai vari mestieri: fabbro, macellaio, calzolaio, vinaio in un accostamento che ha messo accanto alla rappresentazione del sacro le attivita' umane quotidiane. Attraversata la piana di Carinola, si riconquista la via Domiziana e si intravede la fascia di pineta che porta verso Castelvolturno.
04/11/2005 15:12
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Fonte: "Ansa.it" del 4/11/2005.