Il toponimo rende evidentemente omaggio alle stupende vedute panoramiche che si apprezzano dagli spalti del borgo medievale
Il toponimo rende evidentemente omaggio alle stupende vedute panoramiche che si apprezzano dagli spalti del borgo medievale. Siamo a Bellosguardo, in provincia di Salerno, nel cuore del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, dove il territorio comunale offre uno scenario incantevoli di boschi di aghifoglie come il pino marittimo e il pino di Aleppo che si distinguono fra querceti e cerreti. Nella fitta boscaglia trovano rifugio e habitat naturale ricci, volpi, cinghiali e tassi, mentre nell'aria spiccano il volo fagiani, corvi e gufi e i torrenti Pietra e Fasanella sono ricchi di trote ed anguille. Oltre ai panorami suggestivi e al bagno nel verde che rinfranca lo sguardo e la mente, Bellosguardo offre al visitatore un articolato itinerario religioso che parte dal maestoso portale della chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo di cui si ha notizia dal 1595; nel corso dei secoli ha subito diversi rifacimenti fino all'ultimo, nel 1926 quando il noto decoratore e pittore salernitano, Pasquale Avallone realizzo' i tre grandi dipinti che ne ornano il soffitto e che rappresentano San Giuseppe, San Michele Arcangelo e la Vergine del Rosario. Nella nicchia dell'abside troneggia San Michele Arcangelo, veneratissima e imponente statua del Santo protettore, in sagrestia, infine si ammira un dipinto settecentesco raffigurante San Giuseppe che per stile e luminosita' potrebbe essere attribuito al pittore Giuseppe Tomajoli. Poco distante dalla parrocchia, in piazza Nicotera, sorge il complesso che un tempo appartenne ai frati Francescani conventuali, di cui e' intatta la chiesa di Santa Maria delle Grazie. Si entra attraverso un portale rinascimentale in pietra del 1521, opera dello scultore Bernardino Rotondo da Castelcivita. Oggi la chiesa e' un prezioso museo che preserva opere di epoche diverse e tutte di pregevolissima fattura. Di recente recupero un affresco del 1505 che raffigura la Pieta' con Cristo Morto tra le Pie Donne e San Giovanni Evangelista. Unico poi nel suo genere, un armadio reliquario databile intorno agli anni venti del XVII secolo: intatte le ante esterne, con le effigie dipinte di Santi Martiri e le quindici preziose opere fra busti, statuette e bracci reliquari custoditi all'interno. Oltre alle belle sculture tardo seicentesche di San Francesco e San Sebastiano, si puo' ammirare un vero capolavoro di arte plastica rococo': San Michele arcangelo che sconfigge i diavoli, lavoro di un coltissimo artista attivo negli anni Venti del Settecento e assa vicino alla stile dello scultore Lorenzo Vaccaro.
12/01/2006 15:15
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Fonte: "Ansa.it" del 12/01/2006.