Due capitali del Mediterraneo celebrano il genio creativo di Leonardo Da Vinci: dal titolo ''Quel gran genio di Leonardo
Due capitali del Mediterraneo celebrano il genio creativo di Leonardo Da Vinci: dal titolo ''Quel gran genio di Leonardo: dalle macchine del Rinascimento alla Soft Economy'' la mostra aprira' i battenti a Napoli, dal 20 gennaio al 26 febbraio 2006; in contemporanea, a Madrid si svolgera' un ciclo di conferenze. L'esposizione partenopea e' allestita dalla Association Culturelle Leonard de Vinci di Sion in Svizzera e dal Centro Ricerche Leonardiane di Brescia. Dopo i successi internazionali e le campagne pubblicitarie di Dan Brown, con il suo ''Codice Da Vinci'', e dei suoi critici oppositori con i ''segreti del Santo Graal'', si ritorna a parlare nel Mediterraneo del genio creativo italiano di Leonardo da Vinci, a 40 anni della notizia del ritrovamento di due manoscritti nella Biblioteca Nazionale di Spagna: la riscoperta dei Codici di Madrid, resi irreperibili per un errore di catalogazione avvenuta intorno al 1830, rimbalzo' con fragore in tutto il mondo il 1 febbraio 1996. Oggi si parte dall'economia della preistoria per giungere alla Soft Economy in difesa del Made in Italy di qualita' e per analizzare ricerca e nuove tecnologie. ''L'idea di presentare un Leonardo prestato all'industria - spiega Salvatore Naldi, presidente del gruppo a cui fa capo il Renaissance Hotel Mediterraneo di Napoli - e' per sottolineare che la genialita' italiana parte da lontano ma deve diventare sistema per vincere il confronto con i mercati''. Le conferenze di Madrid e l'esposizione, nello spazio neoclassico del Renaissance Hotel Mediterraneo, costituiscono l'occasione per riavvicinare il grande genio e osservare, in particolare, la raccolta di macchine da guerra, strumenti musicali e per l'industria, realizzati dai disegni vinciani in varie epoche. Alcune delle opere in mostra riprendono i ''progetti'' illustrati nei Codici di Madrid che trovano ancora applicazione nell'industria moderna. ''Le macchine in mostra - spiega Giovanni De Toni, presidente del Crl - sono il frutto di un lungo lavoro che ha portato studiosi di ogni parte del mondo ma soprattutto di Luigi Boldetti, ad accostare e decifrare i vari fogli del Codice Atlantico e dei Codici di Madrid con l'unico scopo di comprendere il modo di ragionare di Leonardo e quindi di realizzare meccanismi funzionanti''. ''Il tamburo meccanico o la trafilatrice - dice Mauro Carpiceci, direttore scientifico dell'associazione culturale di Sion - sono uno straordinario esempio di meccanismi attuali, impiegati ancora oggi nell'industria. Le illustrazioni dei disegni originali di Leonardo e quelle elaborate dagli studiosi, poste accanto alle macchine, aiutano a capire come si e' sviluppata l'intuizione del Genio''. Tra gli oggetti in mostra da segnalare anche il ''Tamburo Meccanico su Carretta'' che fu progettato da Leonardo per sostituire centinaia di tamburini durante le battaglie che rischiavano la vita. Con uno solo di questi strumenti, trainato da un cavallo o da due uomini, l'effetto ottenuto era pari a quello di una dozzina di piccoli tamburi. Il sistema a manovella coassiale all'asse delle ruote, consentiva anche l'utilizzo del tamburo da fermo. Il meccanismo a manovella lo si ritrova anche in un altro ''pezzo'' della mostra napoletana: la Trafilatrice di metalli che ha interessato a lungo gli studi di Leonardo perche', gli schizzi per la sua realizzazione, si ritrovano in molti appunti del Codice Atlantico e di quello di Madrid. Con un sistema di ruota ad acqua questa macchina ingegnosa consentiva di trafilare grandi barre di metallo.
19/01/2006 14:26
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Fonte: "Ansa.it" del 19/01/2006.