Nel Paese africano tormentato dal genocidio nel 1994 sono in costruzione due hotel a cinque stelle e due lodge per turisti, finanziati da investitori privati, Governo ed aiuti dall'estero
Uno dei segnali della volonta' di ricostruire un vera industria turistica in Ruanda e' rappresentato dall'apertura a Londra dell'Ufficio Turistico del Paese. Il Ruanda ha infatti intenzione di riaprirsi al turismo, dopo che il genocidio di oltre 1 milione di persone, appartenenti alla tribu Tutsi, nel 1994, ha praticamente cancellato un'industria che contribuiva da sola al 40% delle entrate straniere nel Paese.
E per sancire la rinascita lo stesso Primo Ministro ruandese e' presente in questi giorni al Wtm di Londra, insieme ad una delegazione del Governo: sotto lo slogan 'Discover a new African dawn', vale a dire 'Scoprite una nuova alba africana', il Paese punta ad attrarre 70mila visitatori dall'Europa nei prossimi 10 anni. Obiettivo ambizioso, se si pensa che, nel 2002, appena 1000 europei si sono recati in Ruanda.
In ogni caso, l'attivita' di ricostruzione del Paese, anche dal punto di vista turistico, va avanti: oltre al miglioramento delle infrastrutture, sono in fase di realizzazione diversi progetti sulla ricettivita': l'Hotel Diplomat, 5 stelle, che dovrebbe aprire a dicembre, un'altra struttura nelle vicinanze della localita' naturalistica del Lago Kuvi, e due lodge per turisti presso il Volcanoes Park, famoso in tutto il mondo per i suoi gorilla. I progetti sono a finanziamento misto: investitori privati, Governo ed aiuti dall'estero. |