ROMA - 'Roma in nera. I grandi delitti tra cronaca, storia e costume' e' il titolo di una mostra promossa dall' assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma, allestita fino al 2 aprile nel Museo di Roma in Trastevere
ROMA - 'Roma in nera. I grandi delitti tra cronaca, storia e costume' e' il titolo di una mostra promossa dall' assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma, allestita fino al 2 aprile nel Museo di Roma in Trastevere. Ideata dall'assessore Gianni Borgna, e' stata curata dal Alessandra Maria Sette, realizzata in collaborazione con Istituto Luce, Rai Teche, Rai Educational, Rcs Corriere della Sera, Europeo. All'interessante catalogo hanno partecipato anche Yari Selvetella e Cristiano Armati.
Cio' che colpisce nell'osservare le foto e' l'assoluta normalita' del mostro, il fatto che prima di entrare in azione, abbia vissuto un momento di serenita' in famiglia, il tempo e la disponibilita' di un sorriso. Poi, ci si immagina, qualcosa ha velato quello sguardo, la mente ha cominciato a torcere la realta' armando la mano. Cio' che spaventa e' infatti l'assenza di segni particolari, di una somatica non comune, nel mostro.
Vederli tutti insieme, vittime e carnefici, i piu' noti delitti di Roma, ordinati su documentati pannelli supportati da apparecchiature audiovisive in una inedita mostra del Comune di Roma, lascia piu' di una traccia d'inquietudine. Invece e' solo un modo diverso di rileggere la storia della citta', dal 1945 al 1991, attraverso le tappe piu' popolari della sua cronaca nera. Perché, come ha spiegato Enzo Rava, autore di un diffuso libro sulla cronaca nera e giornalista, per conoscere la sentenza di un processo, "in quegli anni la folla aspettava fino alle cinque del mattino" in strada. Per la condanna a 24 anni di Arnaldo Graziosi per l'omicidio della moglie Maria Cappa (1945), come per l'ergastolo inflitto ai tre massacratori del Circeo (1975), con l'opinione pubblica sgomenta per la sfrontatezza manifesta degli assassini. Nella giacca stazzonata e stretta di Lionello Egidi, nel corpo affascinante di Anna Casati Stampa, nei tratti smagriti di Pier Paolo Pasolini, come nel Bruno Vespa ancora con i capelli che dal microfono del telegiornale annuncia il rapimento di Aldo Moro, sono visibili momenti e caratteristiche della storia di Roma e dell' Italia. La grafica spessa di piombo dei giornali dell' epoca segna testimonianze che hanno contribuito a creare un' identita' nazionale, accomunato sentimenti, fino al 1991, quando all' Olgiata viene strangolata Alberica Filo della Torre.
La rassegna 'Roma in nera. I grandi delitti tra cronaca, storia e costume' e' corredata da eventi collaterali come rassegne di film dedicate ad episodi di cronaca nera e tre serate (ogni martedi' a partire dal 14 febbraio), rispettivamente con Corrado Augias, Antonio Padellaro e Carlo Lucarelli, ciascuna su un caso di nera.
10/02/2006 00:47
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Fonte: "Ansa.it" del 10/02/2006.