Lecce: Chiesa di San Matteo

Acqui Terme


Acqui Terme - 34 km da Alessandria
Con il nome di Aquae Statiellae – dalla denominazione della locale tribù ligure degli Stazielli – Acqui era nota stazione termale fin dai tempi dei romani: lo testimoniano, imponenti, i resti del grande acquedotto di età augustea nei pressi del ponte sulla Bormida, che segnò il culmine dello splendore del centro, importante municipium. Le invasioni barbariche portarono distruzione e abbandono e Acqui dovette aspettare gli albori del secondo millennio per riacquistare una dignità cittadina che potesse rivalorizzare l’antica vocazione termale: grazie al Comune prima e ai marchesi del Monferrato poi, vennero ripristinate alcune strutture di balneazione, in particolare quella oltre la Bormida. Furono quindi i duchi di Mantova, divenuti signori del Monferrato, e infine i Savoia, a promuovere la costruzione della prima “Fabbrica de’ Bagni”. Ma fu nel corso dell’Ottocento che vari interventi edilizi ampliarono e abbellirono il complesso, trasformando l’edificio ospedaliero, inizialmente riservato alla cura dei militari, in un’elegante struttura di forme neoclassiche, provvista di giardini e di raffinate decorazioni e arredamenti. In città merita di essere visitato il Duomo, di impianto romanico, con un bel portale quattrocentesco di marmo che si apre nella facciata barocca; all’interno un prezioso trittico, Madonna con il Bambino, santi e donatore, dello spagnolo Bartolomé Bermejo (1480 ca). Dietro al Duomo, il castello dei Paleologhi ospita il Museo civico archeologico, con reperti vari di epoca romana.

Stabilimenti e Centri Termali

Terme di Acqui
via XX Settembre 5, tel. 0144324390, fax 0144356007
info@termediacqui.it • www.termediacqui.it
anche albergo G.H. Nuove Terme • apertura annuale • accoglienza disabili

Come Arrivare
In auto: A26 Voltri-Gravellona Toce, uscita Ovada, km 27; S.S. 334 da Albisola Marina e Savona
In treno: linea Alessandria-Savona e Asti-Genova, stazione di Acqui Terme

Caratteristiche
Il complesso termale acquese è costituito dalle Antiche Terme situate oltre la Bormida, in zona Bagni, dove pure si trova lo stabilimento Regina, e dalle Nuove Terme, sorte in centro alla fine del XIX secolo.
La zona Bagni è caratterizzata da un vasto parco con piscina natatoria e dal lago delle Sorgenti, bacino di produzione dei fanghi, alimentato da circa 40 polle di acqua salso-bromo-iodica solfurea che sgorga alla temperatura di 55°C, e proprio qui si sviluppò il termalismo a partire dal XV secolo.
Successivamente, la costruzione delle Nuove Terme diede ulteriore maggior impulso all’attività termale di Acqui. L’albergo, con cure interne, venne infatti costruito nei pressi della fonte La Bollente, contrassegnata da un’edicola marmorea del 1870, le cui acque sgorgano all’eccezionale temperatura di 75°C (proprio per temperarne il calore, gli ingegneri idraulici romani avevano costruito in età augustea l’acquedotto che vi convogliava acque fresche). Le Nuove Terme, da fine Ottocento agli anni Trenta, divennero il fulcro della fiorente stagione termale acquese. Una recente opera di rilancio della vocazione termale di Acqui ne ha favorito il restauro e l’adeguamento tecnologico degli impianti.

L'acqua
Fonte La Bollente. 75 °C solfureo-salso-bromo-iodica.
Lago delle Sorgenti. 50 °C solfurea.

Le indicazioni terapeutiche
Malattie circolatorie, della pelle, dell'apparato locomotore, dell'apparato respiratorio, ginecologiche.

Le cure termali
Aerosol, bagni terapeutici, docce nasali, docce terapeutiche, fanghi, humage, idromassaggi, idropercorso, inalazioni caldo-umide, insufflazioni, irrigazioni gengivali, irrigazioni nasali, irrigazioni vaginali, nebulizzazioni, piscina termale, politzer crenoterapico, ventilazioni polmonari.

Le altre cure
Chinesiterapia, cosmesi, fitness, ginnastica respiratoria, idrochinesiterapia, massaggi, medicina estetica, programmi antistress, riabilitazione, terapie fisiche.

Tempo libero
Le acque e... i vini
Le colline dell’Alto Monferrato sono da secoli il paradiso dei viticoltori. Acqui Terme si trova al centro di una delle zone a più alta produzione di vini di qualità. Da uve Cortese nascono due grandi bianchi: il Gavi, di sapore asciutto e colore giallo paglierino, e il più morbido Cortese del Monferrato. Da uve Moscato si ricavano l’Asti Spumante e il Moscato d’Asti; fra i rossi, la Barbera del Monferrato, di color rubino, corposa e talora vivace, e la Freisa del Monferrato, in versione sia asciutta che amabile. Ma vere bandiere della zona sono altri due rossi: il Dolcetto e il Brachetto. Il primo è un vino di grande tradizione: ottenuto da uve dagli acini di colore blu intenso, ha un caratteristico gusto mandorlato e si sposa bene con gustosi antipasti o grandi secondi. Il Brachetto, che una leggenda vuole sia stato portato dai romani in omaggio a Cleopatra, è una riscoperta degli ultimi decenni, dopo che per anni era stato considerato, come vino da dessert, superiore al Moscato: dolce, spumeggiante, va servito fresco e accompagna splendidamente la pasticceria secca e soprattutto gli amaretti di Acqui.

Curiosità
Informazioni non disponibili

Altre Informazioni Utili Informazioni Utili

 

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