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Terme di Sciacca


Sciacca - 62 Km da Agrigento
Circondata da mura cinquecentesche, Sciacca sorge su un terrazzo della costa meridionale siciliana, tra Agrigento e Mazara del Vallo. Il centro ha conservato l’antica ripartizione in quartieri, ognuno adagiato su uno dei tre piani di roccia digradanti verso il mare. Il primo, di impronta medievale, è Terravecchia, un intrico di vicoli e stradine delimitato a settentrione da una cinta muraria bastionata; il secondo consiste in una stretta fascia di eleganti edifici religiosi e civili; il terzo, che scende ripidamente fino al molo, è il quartiere dei marinai e dei ceramisti. Frequentata per i bagni di mare, è anche la più antica località termale dell'isola.

Stabilimenti e Centri Termali

Azienda Autonoma delle Terme di Sciacca
via Agatocle 2, tel. 0925961111, fax 092583011
info@termesciacca.it • www.termesciacca.it
apertura annuale • accoglienza disabili

Come Arrivare
In auto: A29 Palermo-Mazara del Vallo, uscita Castelvetrano, poi S.S. 115 per km 34
In treno: linea Alcamo-Castelvetrano, stazione di Castelvetrano, km 35
In aereo: aeroporto Palermo/Punta Raisi, km 107

Caratteristiche
In epoca romana Sciacca era chiamata Thermae Selinuntinae, essendo, in origine, avamposto di Selinunte verso Agrigento. Secondo la leggenda fu Dedalo a costruirvi le stufe di vapore – scavate nel versante meridionale del monte Kronio – e oggi chiamate stufe di S. Calogero, dal nome del monaco eremita che vi compì guarigioni. Le grotte, scavate nella viva roccia, creano un ambiente caldo (38-41 °C) e umido (95%) e vengono tuttora utilizzate come grotte essudative per la cura delle affezioni articolari croniche, reumatismi, artrosi e mialgie.
Le Antiche Terme, costruite nell’800 e oggi restaurate, si trovano nella valle dei Bagni, poco lontano dalla costa. Il nuovo stabilimento termale è ospitato in un edificio liberty ristrutturato con cura e sorge su un promontorio a strapiombo sul mare. Tra i reparti di cure si citano, in particolare, il centro pediatrico inalatorio e quello di fisiochinesiterapia e di idrochinesiterapia, destinato alla riabilitazione motoria. Infine, per il relax e il benessere, in splendida posizione panoramica, si trovano le piscine Molinelli (gestite dalle Terme), costituite da un grande complesso di vasche alimentate dalle acque termali provenienti dalle vicine sorgenti omonime.

L'acqua
Cammordino R1. 55,4 °C solfurea salso-bromo-iodica.
Cammordino R3. 55,4 °C solfurea salso-bromo-iodica.

Le indicazioni terapeutiche
Malattie circolatorie, della pelle, dell'apparato locomotore, dell'apparato respiratorio, ginecologiche.

Le cure termali
Aerosol, bagni terapeutici, docce nasali, fanghi, grotte/stufe, humage, idromassaggi, inalazioni caldo-umide, insufflazioni, irrigazioni nasali, nebulizzazioni, politzer crenoterapico, ventilazioni polmonari.

Le altre cure
Chinesiterapia, ginnastica respiratoria, idrochinesiterapia, massaggi, riabilitazione, terapie fisiche.

Tempo libero
La valle dei Templi, un patrimonio dell’umanità
Arroccata sul colle, Agrigento sovrasta e minaccia le rovine della greca Akragas – cantata da Pindaro come “bellissima tra le città mortali” – e la Valle dei Templi: da un ciglione gli edifici sacri, dalle colonne doriche in tufo, orlano la conca, quasi una sorta di cintura divina a protezione della città. Lo spettacolo è struggente e unico al mondo: in poco più di un chilometro e mezzo si allineano con sapiente scenografia: il tempio di Vulcano (ridotto a una solitaria colonna), il santuario di Demetra e Kore, il tempio dei Dioscuri, quello di Giove Olimpico, la porta Aurea, la tomba di Terone, il tempio di Ercole, la villa Aurea, i templi della Concordia e di Giunone, nonché, isolato, quello di Esculapio; tutti databili al V sec. a.C.

Le bianche scogliere di Eraclea Minoa
Capo Bianco, deserto altopiano a picco sul mare, è l’incontaminato scenario naturale sulla cui sommità è disteso quanto rimane di Eraclea Minoa. L’antica città ricorda, nel nome, la leggendaria fondazione dovuta a Minosse, che fin qui inseguì Dedalo. Colonia spartana nel VI sec. a.C., a lungo disputata tra Selinunte e Agrigento, fu conquistata dai romani nel 210 a.C. e abbandonata un secolo dopo. Nella solitudine dell’altopiano si vedono tratti della cinta di mura con baluardi, torri e porte che narrano di antichi assedi. Ai piedi delle alte e bianche scogliere, una lunga e candida spiaggia volge il suo sguardo verso orizzonti africani.

Curiosità
Informazioni non disponibili

Altre Informazioni Utili Informazioni Utili

 

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