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Otranto: spiagge costa nord

Otranto: storia, arte, vacanze, cultura e tradizioni

OTRANTO - Nel Salento, autentico patrimonio di bellezze artistiche e naturali, spicca la sua Regina dei mari: Otranto, anche quest'anno premiata con le cinque vele di Legambiente.
Nel 2004, tra le motivazioni che avevano valso il riconoscimento ad Otranto, vi erano l’avvio delle pratiche di adesione alla «Carta di valorizzazione del territorio», un percorso di certificazione ambientale. L’amministrazione, inoltre, aveva fatto richiesta per l’istituzione di un’area marina protetta davanti al suo litorale (Otranto è tuttora tra i comuni più attivi per l’istituzione del Parco marino costiero Otranto-Santa Maria di Leuca). Dopo aver portato avanti una lunga battaglia per la tutela del faro di Punta Palacia, nel 2004 ne aveva completando il recupero.
Nel 2005, tra le motivazioni che hanno valso l'assegnazione delle cinque vele di Legambiente, vi erano: la salvaguardia della costa, la lotta alle concessioni demaniali "selvagge", il ricorso vinto dal Comune di Otranto contro la costruzione di un villaggio turistico a sud della città.
Quest'anno la Guida Blu precisa: "Otranto perde qualche posto ma si conferma nelle prime dieci posizioni. Salvaguardia della costa, lotta alle concessioni demaniali "selvagge" con l'adozione di un piano coste come variante al Piano regolatore. Ennesimo ricorso vinto contro la costruzione di un villaggio turistico a sud di Otranto, nonostante i pareri positivi della regione Puglia e della soprintendenza. E' tra i comuni più attivi per l'istituzione del Parco marino costiero Otranto Santa Maria di Leuca. Uno speciale vincolo che equipara la costa a gariga alle zone pinetate impedendo l'edificazione".


Otranto, le cui origini si perdono nella notte dei secoli, è la città più orientale d'Italia. Dista dall'Albania appena settanta chilometri.
È l'unico punto della Penisola Italiana in contatto col mar Mediterraneo, fucina di credi politici e religiosi. Per la sua posizione geografica Otranto fu, lungo i secoli, coinvolta nelle vicende storiche che travagliarono i popoli dal Paleolitico Superiore ai nostri giorni. Tutti lasciano tracce del loro passaggio: i Paleolitici le "Grotte dei Cervi"; i Messapi, tombe e forni di ceramiche; i Greci, colonne monolitiche di marmo, capitelli, tombe; i Romani una "necropoli", tombe, epigrafi, stele. Chi maggiormente, ha lasciato la sua impronta sono i Bizantini, come fanno fede la Chiesa di San Pietro, il Cenobio Basiliano di San Nicola di Casole, grosso centro culturale in tutto il bacino mediterraneo che per primo in occidente (1160) ebbe quella che noi oggi chiameremmo "Casa dello Studente".
Molte le strutture ricettive, presenti nella città, in grado di soddisfare le esigenze del turista: campeggi, case vacanza, hotel, bed & breakfast, aziende agrituristiche e soprattutto il miglior mare e le migliori spiagge.

 

Otranto - La Cattedrale


Otranto - Mosaico

LA CATTEDRALE

La Cattedrale di Otranto, autentico capolavoro di architettura elevata dal 1080 al 1088, arieggia la Chiesa paleo-cristiana bizantina di Ravenna, S. Apollinare in Classe; mentre la Cripta con le sue 42 colonne è una miniatura della "Basilica azzurra" di Costantinopoli.
Capolavoro nel Capolavoro è il Mosaico pavimentale (1163-1165) disegnato dal monaco Pantaleone, che copre circa 600 metri di superficie pavimentale. Dominato dall'Albero della Vita, che svetta altissimo sulla navata centrale dall'ingresso al presbitero, e si ripete in forma più ridotta, nelle navate del transetto.
Autentico poema in tre cantiche: Dio nel mondo (navata centrale); Dio redime il mondo (navata destra), Dio giudica il mondo (navata sinistra) il Mosaico racconta la storia dell'uomo, da Adamo ed Eva al 1165, senza discriminazione di colore di pelle, di credi politici e religiosi.
Modellato sulla storia della salvezza il Tessellatum è come una monografia illustrata del mondo di allora, vale a dire, l'Eurasia, dal Baltico alle sponde mediterranee dell'Africa e dell'Asia, dagli Urali all'Atlantico, una storia raccontata con linguaggio allegorico-simbolico, con figure bibliche, storiche, patristiche, mitologiche, zoomorfe e fitomorfe.
Autentico poema in tre cantiche: Creazione, Redenzione e Resurrezione, il "Mosaico" di Otranto è unico per i suoi contenuti.
Sul significato celato dietro le immagini, anzi sui suoi significati, tuttora restano legittime domande e perplessità, sotto diverse vesti, si sono accinti a cercare di fare chiarezza sul meraviglioso “Albero della vita”. Sicuramente tra quei tasselli di storia che furono “testimoni” del massacro dei martiri di Otranto, si nasconde un antico messaggio di un monaco molto saggio e dalla mente sottile.
In tanti si sono adoperati sul tema e tra gli studi più recenti c’è anche quello del leccese Francesco Corona, ripreso tra l’altro dalla trasmissione di Raidue “Voyager” che ha dedicato un’intera puntata all’enigma del mosaico di Otranto.

 

 
Otranto - Chiesa bizantina di San Pietro


Otranto - Chiesa bizantina di San Pietro - Interno

CHIESA BIZANTINA DI SAN PIETRO

La Chiesa risale al IX secolo. All'esterno ha pianta quadrata e tre absidi semicircolari, munite di luci, l'interno è a forma di croce greca con tre absidi semicircolari e otto colonne, di cui quattro con capitelli a pulvino sostengono la cupola monolitica centrale, e le altre quattro sono seminglobate nelle pareti.
La Chiesa è tutta affrescata. Sulla cupola dell'altare campeggia l'Annunciazione, segue Maria Madre di Cristo; a destra della cupola sono raffigurati gli Apostoli; a sinistra la Resurrezione. Nell'abside sinistra in alto si leggono la Lavanda dei piedi e l'Ultima cena, in basso la Vergine, San Nicola e San Francesco di Paola, santo protettore della città di Otranto.
Sui pennacchi della navata centrale sono rimasti due Evangelisti; alla sinistra della navata c'è Il peccato originale, alla destra, il Battesimo di Gesù con le tre Marie e Satana che si tormenta.
Le pareti ospitano le figure di S. Basilio, S. Leonardo, S. Lucia ecc.
La Chiesa greca di San Pietro è come un libro di devozione, un autentico gioiello di arte.

 

Otranto - Castello Aragonese


Otranto - Castello Aragonese

CASTELLO ARAGONESE

Del Castello di Otranto parlano Greci, Romani, Bizantini, Normanni, Svevi. Nel 1088 ci fu un grande terremoto in tutta la Puglia. "In Otranto crollarono parecchie case e franò un angolo del Castello, opera di Roberto il Guiscardo" (Protopapa).
L'attuale risale a Federico II di Svezia che, nel 1228, fece riattare le mura con la costruzione di un superbo Castello, come risulta dalla Bolla di Alessandro IV del 5 Settembre 1256.
Nel 1480, i Turchi distrussero la città muraria ed il Castello. Nel Settembre del 1481, Alfonso d'Aragona cinse la città con le attuali mura, con larghi fossati e prolungati sotterranei; costruì un nuovo Castello con due porte di entrata, fiancheggiate da due fortissime torri, una delle quali è chiamata Alfonsina. L'attuale Castello risale a Carlo V (1537), il cui stemma campeggia sopra un piombatolo.
Ultimamente è stato ristrutturato ed è stato riportato alla luce il fossato ed il ponte levatoio.
Nel 1765, Horace Walpole ne fece il teatro del suo romanzo: "Il castello di Otranto", da molti considerato come il primo grande romanzo gotico e capostipite di questo genere che nel Settecento e Ottocento ha avuto molto successo.

 

Otranto - Costa del Sud - Veduta del faro della Palacia


Otranto - Costa del Sud - Grotta dei cervi - Particolare

COSTA DEL SUD

Molto interessante è il Sud di Otranto. Lungo la litoranea che porta a Santa Cesarea Terme, a sinistra, sul dorso della collina, si può ammirare la Torre del Serpe (sec. XII), Punta Palascia, Torre S. Emiliano (sec. XV). Proseguendo, troviamo le celebri Grotte dei Cervi, scoperte nel 1970. Qui ci fu, probabilmente, il primo insediamento umano del Salento. Risale al Paleolitico Superiore, circa 20.000 anni a. C. È una città sotterranea con strade, luci, segnaletica, laghetti, tempio, ecc... Ricca di pitture rupestri che rivelano all'uomo del XX secolo dove i nostri lontani antenati abitavano, cosa facevano e la fauna del tempo. Le Grotte dei Cervi, abitate dall'uomo preistorico, sono molto simili a quelle di Palmira (Spagna) e a quelle di Ezil (Etiopia) e conservano reperti di enorme valore paleolitico.

 

Otranto - Chiesa di Santa Maria dei Martiri - Colle dei Martiri

CHIESA DI SANTA MARIA DEI MARTIRI

In epoca pre-cristiana doveva probabilmente sorgere un tempio alla dea Minerva (ancora oggi viene chiamato dal popolo "la Minerva"). Su quella collina, dove nel 1480 ottocento otrantini circa furono decapitati dai turchi per la fede, sorge l'attuale tempio (1614) con annesso l'ex Convento dei Minimi (1542). È di stile barocco.
Degne di note sono le tele dell'Immacolata, dell'Arcangelo San Michele, e di Santa Maria dei Martiri, opera del pittore albanese Gurim Barzaiti (1992).
Gli altari di San Francesco di Paola e di Sant'Antonio sembrano merletti ricamati su pietra leccese.
Cinque tavole in marmo riportano alcuni nomi dei Martiri e degli Eroi del 1480.
Nel 1990 la Chiesa è stata elevata a Santuario diocesano col titolo: Santa Maria dei Martiri ed è meta di pellegrini e di semplici turisti.

 

Otranto - Costa del Sud - Faro della Palacia

FARO DI PUNTA PALACIA

Situato a Punta Palascia dalla quale prende il nome, l'antico faro fu eretto nel 1867.
Fino ai primi anni '60 il Faro della Palascia era alimentato ancora a petrolio ed emanava un raggio luminoso esteso per 9 km sul Canale d'Otranto; successivamente arrivò l'elettricità e si costruì una nuova residenza per le tre famiglie degli addetti al funzionamento del faro; oggi il vecchio faro è stato sostituito da un fanale a cellula solare, diventando a tutti gli effetti un interessante esempio di archeologia industriale.
Dopo esser stato in totale stato di abbandono per molti anni, l'amministrazione comunale otrantina, dopo aver portato avanti una lunga battaglia per la sua tutela, quest’anno ne ha completando il recupero. Nella foto a sinistra il faro come lo si vede oggi, completamente restaurato.

 

 

Il Monastero di San Nicola di Casole

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